Riparare gli elettrodomestici? Sarà più facile grazie alla nuove leggi europee

Riparare gli elettrodomestici sarà più semplice grazie alle nuove normative europee.

Tra tanti provvedimenti aspramente criticati, dalle dimensioni dell’ortofrutta all’utilizzo dei derivati del latte, ecco una legge destinata a far parlare in positivo dell’ente presieduto da Jean-Claude Juncker.

La Commissione Europea ha infatti adottato una serie di regole che renderà molto più semplice la riparazione di lavatrici, frigoriferi, lavastoviglie e non solo.

Stop all’usa e getta anche nel settore degli elettrodomestici

L’imminente entrata in vigore della legge che vieterà in tutta Europa l’utilizzo dei monouso non compostabili, a quanto pare, va intesa in senso più ampio.

L’obiettivo sembra infatti quello di scoraggiare la politica dell’usa e getta in tutti i settori, anche in quello degli elettrodomestici, favorendo, al contrario, una più virtuosa politica di riuso.

Le nuove regole per la riparazione degli elettrodomestici

Riparare gli elettrodomesticiBuone notizie, quindi, per gli estimatori di articoli vintage come gli elettrodomestici Smeg o i pezzi da museo: ripararli sarà infatti possibile all’infinito.

Ogni casa costruttrice dovrà infatti provvedere a creare macchinari modulari che, in caso di guasto, possano essere facilmente riparati con la sostituzione di piccoli pezzi.

Ecco un elenco di elettrodomestici a cui si applicherà la nuova normativa a partire dal 2021:

  • lavatrici
  • lavastoviglie
  • frigoriferi
  • televisori
  • server e computer

I tempi della nuova legge

Come accennato la normativa diventerà effettiva nel 2021 ciò vuol dire che le case costruttrici hanno ancora due anni per adeguarsi.

Allo stesso tempo, la deadline suggerisce anche che si assisterà, a breve, ad una corsa allo smaltimento delle scorte.

Dal momento dell’immissione nella rete commerciale i pezzi di ricambio dovranno essere disponibili per almeno dieci anni.

Le motivazioni? Climatiche ed energetiche

Il motivo di questa decisione è legato soprattutto all’inquinamento.

Studi scientifici hanno infatti dimostrato che circa la metà delle emissioni di gas serra derivanti da un elettrodomestico sia dovuta più al processo di produzione che al ciclo di vita.

Quante volte, però, dinnanzi ad un ricambio introvabile o troppo costoso ci siamo trovai ad acquistare un nuovo elettrodomestico?

I vecchi vengono spesso riciclati ma, anche quando ciò avviene, l’impatto ambientale resta altissimo considerando il numero limitato di anni in cui sono stati utilizzati.

Le nuove regole stabilite dalla Commissione Europea sono volte proprio ad eliminare questo problema: ai cittadini dovrà risultare più conveniente e pratico riparare il vecchio elettrodomestico che acquistarne uno nuovo, almeno per dieci anni.

In dieci anni, del resto, la tecnologia potrebbe aver fatto passi da gigante; le case costruttrici potrebbero aver immesso sul mercato soluzioni talmente innovative che la sostituzione potrebbe essere addirittura più conveniente rispetto alla riparazione.

Basti pensare ai nuovissimi elettrodomestici integrati la cui logica di funzionamento si basa sulla comunità.

In che senso? L’elettrodomestico che risparmia energia la cede a quello che ne ha più bisogno con un risparmio complessivo davvero interessante.

Quanto si risparmierà con le nuove norme?

La commissione Europea ha stimato uno risparmio di circa 150 euro l’anno a consumatore anche se non è chiaro quanto questo studio si possa considerare realistico.

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